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Dettagli prodotto

Materiale:
Camoscio
Pelle
Sintetico
Fantasia:
Floreale
Colore:
Neri
Stile:
Rock
Sportivo
Misura delle scarpe:
36
38
41

Sneakers THE FLEXX
Nuovo modello di The Flexx. Tomaia accuratamente realizzata in Pelle - pelle lucida, pelle fiore, camoscio. Il comfort di uso viene aumentato dalla soletta in cuoio. Suola in sintetico pregiato che resta amichevole col piede. Se sei sempre in movimento, scegli le scarpe a suola bassa..

Quando mancano poco più di dieci giorni al summit Onu di Marrakesh, il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che il governo italiano non firmerà il Global compact sull’immigrazione, sottolineando che sarà il Parlamento a decidere se aderire o meno al trattato. Un annuncio che coglie tutti di sorpresa visto che appena due mesi fa, il 26 settembre, il premier Giuseppe Conte aveva dichiarato all’Assemblea generale dell’Onu il sostegno italiano al patto internazionale sulle migrazioni. Motivando la decisione, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha spiegato: «Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini. Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione».

🔴L’Italia non firmerà la proposta Global Compact ONU sull'immigrazione e il governo non andrà alla riunione di Marrakesh. Avanti!#NoGlobalCompact

— Matteo Salvini November 28, 2018

DI COSA SI TRATTA. Il «Global compact for migration» è il patto lanciato dall’Onu , il 19 settembre 2016 a New York, nel corso di un summit straordinario su migranti e rifugiati, allo scopo di garantire a livello internazionale «una migrazione sicura, ordinata e regolare». Non è vincolante, ma contiene una serie di proposte concrete: fra i 23 obiettivi che si pone ci sono molte norme già previste dal diritto internazionale, come «affrontare e ridurre le vulnerabilità dei migranti» o «combattere il traffico degli esseri umani». Accanto a questi obiettivi ci sono diversi incoraggiamenti a una maggiore cooperazione fra gli Stati per gestire meglio il fenomeno migratorio, e qualche proposta più politica, come l’apertura di vie legali per l’immigrazione. Supportato con forza da Barack Obama, appoggiato da Paolo Gentiloni che lo scorso luglio ne aveva sottolineato l’importanza, è stato respinto da Trump. Resistenze sono arrivate anche da altri Paesi che hanno firmato il documento nel 2016, come quelli del Gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) ed Austria, Bulgaria, Svizzera e Polonia.

LA POSIZIONE DELL’ITALIA. La sua stesura era prevista dalla dichiarazione approvata dall’ONU nel settembre 2016, durante un summit incentrato esclusivamente sull’immigrazione. Il governo italiano che era in carica allora, guidato da Matteo Renzi, sottoscrisse l’accordo e si impegnò a lavorare alla stesura del Global Compact. Il governo Conte, almeno all’inizio, aveva detto che lo avrebbe sottoscritto. Due mesi fa, durante i lavori dell’assemblea generale dell’ONU a New York, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi aveva detto che «l’Italia è soddisfatta dal processo negoziale in corso, la bozza finale rappresenta un compromesso molto buono». Anche l’ufficio stampa dell’Onu, in un comunicato ripreso dall’Ansa, aveva scritto che Conte aveva confermato la firma dell’Italia durante un incontro col segretario generale dell’ONU, António Guterres. La questione del global compact era nata da Fratelli d’Italia con un question time al ministro degli Esteri. Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia definiscono «folle» il documento Onu in quanto «distrugge di fatto i confini e gli Stati nazionali favorendo l’immigrazione incontrollata». Rispondendo all’interrogazione parlamentare di Fdi il 21 novembre Moavero Milanesi aveva confermato l’appoggio del governo italiano, pur con qualche riserva: «Ricordo che il presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole, in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell’accordo». Ma adesso arriva la svolta da Palazzo Chigi: l’Italia non firmerà il Global compact for migration finché non si esprimerà il Parlamento. Salvini ha spiegato, poi, che l’Italia non parteciperà al summit Onu di Marrakesh, in Marocco, che tra il 10 e l’11 dicembre è chiamato ad adottare il documento.

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LE REAZIONI. Pd e Leu attaccano il titolare del Viminale affermando che è lui il vero capo dell’esecutivo italiano visto che detta la linea. Il capogruppo dem Graziano Delrio è durissimo: «Il vero presidente del Consiglio è Salvini e ha smentito il ministro degli Esteri e il premier sull’adesione dell’Italia al Global compact for migration. Moavero e Conte avevano ribadito all’Onu che l’Italia avrebbe firmato l’11 dicembre. Ora Salvini cambia la linea del governo e si rimette al Parlamento. È un cambio di posizione sostanziale che fa ulteriormente perdere credibilità all’Italia, dopo la brutta figura sulla manovra». Paolo Gentiloni, con un tweet, denuncia l’incoerenza gialloverde: «Per anni l’Italia ha protestato perché lasciata sola a gestire l’immigrazione. Ora siamo noi a isolarci. Tanti nemici tanti guai». Maurizio Martina, a sua volta, denuncia il comportamento di Conte: «Ha preso impegni internazionali che ora si rimangia, il governo si è spaccato nella sostanza e ha cercato di scaricare sul Parlamento le sue divisioni, mentre l’Italia diventa sempre più lo zimbello globale». Laura Boldrini (Leu) ricorda invece che «il Global compact, il cui esito non è vincolante, vuole solo essere un forum per trovare la soluzione e l’Italia si lamenta sempre di essere lasciata sola e quando c’è l’occasione non va all’incontro, smentendo clamorosamente il presidente del Consiglio: è gravissimo».

#GlobalCompact Per anni l’Italia ha protestato perché lasciata sola a gestire l’immigrazione. Ora siamo noi a isolarci. Tanti nemici tanti guai

— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) November 28, 2018

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COSA NE PENSANO I CINQUESTELLE. «Come ha ribadito Conte, il Global compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: è quindi opportuno parlamentarizzare il dibattito e rimettere le relative scelte all’esito di tale discussione, come è stato deciso anche dalla Svizzera. È corretta quindi la scelta del governo che a Marrakech non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato dopo un approfondito dibattito», ha detto il sottosegretario Manlio Di Stefano. Ma non tutti sono d’accordo: «Il Global compact va sottoscritto assolutamente. Non cadiamo nelle trappole dell’opposizione su un atto, tra l’altro, non vincolante. Abbiamo bisogno di una gestione globale sull’immigrazione. Il ministro Moavero ha spiegato cosa prevede. Esattamente le stesse cose che chiediamo all’Ue», scrive su Facebook il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Giuseppe Brescia.